Consiglio Regionale del Piemonte

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Tutelare i minori al tempo del Covid

Come la pandemia sta condizionando le relazioni digitali dei minori e quali rimedi possono essere adottati nell’impari lotta contro il cyberbullismo. È l’argomento della videoconferenza organizzata - nei giorni scorsi - da Ordine dei giornalisti del Piemonte, Fondazione Carolina Onlus e Associazione Cuore e Parole.

Vi ho preso parte con il procuratore del Tribunale per i minorenni del Piemonte e della Valle d’Aosta Emma Avezzù, il segretario generale della Fondazione Carolina Ivano Zoppi, la presidente dell’associazione “Cammino" di Novara Anna Livia Pennetta e la referente del Nucleo di prossimità della Città metropolitana di Torino Anna Chiarle.

Moderata dal presidente del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte Gianfranco Quaglia, è stata un’occasione per approfondire un tema decisamente attuale, alla luce di indagini e fatti di cronaca che riportano un quadro a tratti drammatico della condizione, in particolare, degli adolescenti.

Nel mio intervento ho tenuto a sottolineare le ripercussioni psicologiche causate, soprattutto per i teen ager, dalle prolungate restrizioni e dalla necessità di sostituire tutte le occasioni di socialità “in presenza” con interventi in rete. Ripercussioni che si manifestano attraverso disagi e fragilità emotive che possono minarne il corretto sviluppo psicologico ed emotivo e possono spaziare dall’aumento dell’aggressività, che non di rado può tradursi in episodi di bullismo e cyberbullismo, alla perdita delle motivazioni, che contribuisce alla crescita della dispersione scolastica; dall’incremento dei casi di depressione al peggioramento dei disturbi alimentari, fino alla messa in atti di comportameti autolesionistici o anticonservativi.

In questo delicato panorama non vanno dimenticati il contesto famigliare e il ruolo svolto dagli adulti. Non di rado, infatti, la pandemia può aver contribuito ad acuire e a esacerbare altri fattori, come la precarietà economica o le tensioni famigliari, che in maniera inevitabile si ripercuotono sugli adolescenti e ne aumentano la sensazione di isolamento e di solitudine.

Il contrasto alle manifestazioni di crescente disagio dei ragazzi, tra cui il bullismo e il cyberbullismo, va affrontato in maniera strutturata e multidisciplinare, sia attraverso la formazione che deve riguardare parallelamente gli adulti di riferimento, famiglia e scuola, e i giovani, sia attraverso la promozione della cultura del dialogo e della mediazione, della legalità e della gestione consapevole e positiva dei conflitti.

Per questo ho voluto raccontare, anche attraverso recenti iniziative e progetti, la figura di garanzia quale trait d’union tra le istituzioni regionali e i minori, come figura preposta alla salvaguardia del superiore interesse dei bambini e degli adolescenti, vicina alle persone di minore età e attenta ai loro bisogni e alle loro aspettative prima ancora che a quelli degli adulti che al garante si rivolgono. Un principio ribadito a chiare lettere dalla Convenzione Onu sui diritti del fanciullo.

Anche nell’affrontare le problematiche connesse alle interazioni tra adolescenti e rete è fondamentale creare le condizioni per il dialogo, un clima in cui i ragazzi possano raccontare quanto accade loro, aprirsi e sentirsi ascoltati prima ancora che capiti.

Al termine di un vivace dibattito, sollecitato dagli interventi di chi ha seguito l’evento, i lavori si sono conclusi con l’auspicio condiviso di una sinergia di azioni sempre più strutturata e multidisciplinare per affrontare al meglio il rapporto tra giovani e nuove tecnologie in grado di coinvolgere istituzioni, scuole, mass media, social network e privato sociale.

La videoconferenza è disponibile sulla pagina Facebook di Fondazione Carolina Onlus al link https://bit.ly/2NfhPhq

Ylenia Serra

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