Consiglio Regionale del Piemonte

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Accompagnare i giovani stranieri anche dopo la maggiore età

Ho incontrato nei giorni scorsi alcuni rappresentanti dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati per analizzare temi d’interesse comune, tra cui la presenza di minori all’interno dei Centri per il rimpatrio (Cpr), la formazione dei tutori di minori stranieri non accompagnati e la delicata fase del passaggio alla maggiore età e delle richieste di protezione internazionale.

Ho così avuto l’opportunità di illustrare diverse peculiarità della tutela di minori stranieri in Piemonte che – grazie a una rete solida, strutturata e multiprofessionale – pone in essere un contributo importante nel loro percorso di inclusione sociale.

Ho sottolineato l’importanza della formazione continua dei tutori volontari, che consente loro di essere accompagnati, anche dopo il corso di formazione e la nomina, attraverso il sostegno puntuale di specialisti e di gruppi di mutuo aiuto. Uno strumento rivolto sia ai tutori, affinché siano sempre aggiornati sulle novità legislative e giurisprudenziali, sia ai professionisti dei servizi socio-sanitari territoriali e agli operatori delle comunità che accolgono minori stranieri non accompagnati. Un ausilio reso possibilegrazie alla compartecipazione dei vari partner che hanno sottoscritto la “Convenzione di cooperazione” che dal 2018 consente al Piemonte di concentrare l’attenzione su aspetti di grande rilevanza per il sostegno dei minori stranieri el’integrazione di tutti gli interventi volti a promuovere, sostenere e potenziare i percorsi di inclusione sociale.

Tra i temi condivisi, anche l’aspetto cruciale del raggiungimento della maggiore età, che rappresenta un passaggio fondamentale per i minori stranieri.Per tale ragione, sin dalla mia nomina, ho espresso sostegno al progetto sulla “tutela sociale”, inserito nell’iniziativa Never Alone, per un domani possibile, nel quadro del Programma europeo per l’integrazione e l’immigrazione (Epim) Never Alone – Building our future with children and youth arriving in Europe.

Una volta maggiorenni, infatti, ai minori stranieri non accompagnati viene a mancare il supporto dei tutori volontari ma non la fragilità legata alle difficoltà che incontrano lungo il percorso di integrazione avviato, da minorenni, al loro arrivo in Italia.Possono, quindi, trarre grande vantaggio dalla prosecuzione di una relazione che, nata sulla base di una Legge – la 47/2017 – si è non di rado spontaneamente trasformata in un forte legame sociale. Un legame che può e deve essere valorizzato e protetto per non disperdere quanto tutori e ragazzi hanno saputo costruire nel tempo.

A un anno dall'avvio del progetto, i tutori coinvolti in Piemonte sono stati un'ottantina e i neomaggiorenni una sessantina. La maggior parte degli abbinamenti sono stati realizzati nell'area torinese e grande importanza ha avuto il confronto costante con i servizi sociali.

Vista la ricchezza di stimoli e di suggerimenti operativi, la riunione con i rappresentanti dell’Unhcr si è conclusa con l’auspicio di sottoscrivere un protocollo d’intesa che ricalchi quello da poco rinnovato con l’Autorità garante nazionale, e  con una serie di appuntamenti per approfondire le specifiche tematiche emerse.

 

 

Ylenia Serra

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