Consiglio Regionale del Piemonte

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La marcia della riforma

L’8 marzo, giornata di per sé simbolica, si è tenuto un incontro fra il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ed una delegazione del Partito radicale, con la presenza di Rita Bernardini. E’ stata l’occasione per parlare del disegno di legge di riforma del processo penale che, dopo l’approvazione (con modifiche) da parte della Camera, giace ora in Senato.

Con il provvedimento vengono modificate alcune disposizioni dei codici - penale e di procedura penale - e delle norme di attuazione, e viene delegato il Governo a una riforma del processo penale e dell'ordinamento penitenziario. Il testo prevede, tra le altre cose, il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi, ma comprende questioni complicate e discusse come la modifica della normativa sulle intercettazioni, quella sulle prescrizioni e l’estensione dell’utilizzo delle videoconferenze anche per le udienze che riguardano gli imputati comuni.  Si tratta di un testo importante che, almeno nella parte relativa all’Ordinamento Penitenziario, tiene conto dei sei mesi di lavoro condotti da esperti e addetti ai lavori in seno agli Stati Generali dell’esecuzione penale.

Il Ministro Orlando ha annunciato che il ddl proseguirà il suo cammino e si è detto fiducioso circa la sua approvazione, anche perché il governo ha deciso di porre su di esso la fiducia. “Il disegno di legge – ha spiegato Orlando – tornerà in Commissione Giustizia per la revisione del delicato punto sulle intercettazioni e poi approderà in aula per l’approvazione”.

Si tratta di una dichiarazione impegnativa, che fa seguito a quella rilasciata nei giorni scorsi dal Presidente del Consiglio Gentiloni, e che segue un periodo di incertezza sulle sorti di questa riforma annunciata, da più parti invocata come indispensabile e che aveva portato la stessa Bernardini a intraprendere uno sciopero della fame (arrivato a 31 giorni e ora sospeso) per chiedere almeno lo stralcio dal disegno di legge della parte relativa alla riforma dell’ordinamento penitenziario.

Nelle stesse ore il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una mozione in cui si chiede che il Senato “proceda allo stralcio della riforma dell’Ordinamento penitenziario dal pacchetto Giustizia già approvato dalla Camera” e per lo stesso motivo sempre più detenuti nelle carceri di tutta Italia avevano intrapreso uno sciopero “del carrello” di protesta.

Personalmente condivido la richiesta dello “stralcio”, che metterebbe la riforma dell’Ordinamento al riparo da discussioni ed emendamenti sulle parti più controverse della legge: nel corso dell’incontro con il Ministro, Rita Bernardini ha avuto occasione di sottolineare come la situazione nei penitenziari italiani resti critica, con un trend di aumento della popolazione carceraria allarmante, che lo stesso ministro ha riconosciuto: in 93 istituti italiani si registra ad oggi un sovraffollamento del 120 per cento, senza considerare le sezioni chiuse.

Infine è stato consegnato ad Orlando il “libro della nonviolenza” scritto da oltre ventimila detenuti che per due giorni hanno sostenuto uno sciopero della fame in occasione della “Marcia per la pace, l’amnistia e la giustizia” dello scorso 6 novembre e il ministro è stato invitato alla prossima marcia che si terrà la domenica di Pasqua, 16 aprile, e sarà proprio dedicata alla riforma della giustizia.

Alla prossima marcia io ho già assicurato la mia adesione ed il mio sostegno, ma spero siano un’adesione ed un sostegno ampiamente condivisi, affinché le riforme dell’Ordinamento Penitenziario tanto auspicate possano diventare legge.

 

Bruno Mellano - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.