Consiglio Regionale del Piemonte

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Punto e a capo

Il 19 febbraio Franco Corleone, Commissario straordinario unico nominato dal Governo per il superamento degli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari), con la fine del secondo semestre d’incarico, ha concluso il proprio mandato.

Si tratta di un passaggio storico perché, a due anni dalla scadenza fissata dalla legge 81/2014, si completa la chiusura degli OPG con l’approdo alle REMS provvisorie, in attesa di quelle definitive. Come ha commentato la Ministra della Salute Beatrice Lorenzin: "Un grande traguardo di civiltà raggiunto".

Il mandato dell’onorevole Corleone, che è anche Garante delle persone detenute della Regione Toscana, era legato alle inadempienze e ai ritardi di alcune Regioni, di cui  otto erano state dapprima diffidate, sei commissariate con il primo decreto governativo (Veneto, Piemonte, Abruzzo, Toscana, Puglia, Calabria) e tre con il secondo decreto (Piemonte, Toscana, Calabria). Il Commissario ha tuttavia collaborato intensamente anche con molte delle regioni formalmente non commissariate (come la Liguria e la Sicilia).

E’ così che nei mesi scorsi sono stati via via chiusi gli OPG di Napoli Secondigliano, Aversa, Reggio Emilia, Montelupo Fiorentino, mentre per Barcellona Pozzo di Gotto la chiusura è prossima. Al momento gli internati ancora presenti in OPG sono 6 ma al massimo entro il 21 marzo verrà trovata loro una sistemazione adeguata e, in ogni caso, la chiusura avverrà contestualmente all’apertura di un secondo modulo presso la REMS di Caltagirone, prevista il 15 maggio.

Nell’ultimo semestre di commissariamento sono state aperte REMS a Nogara in Veneto, Barete in Abruzzo, San Maurizio Canavese in provincia di Torino  (inaugurata il 15 novembre, che si va ad aggiungere a quella di Bra, in provincia di Cuneo), Genova Pra in Liguria, Carovigno in Puglia, Santa Sofia d’Epiro in Calabria, mentre è in fase d’adattamento quella di Empoli in Toscana (non senza polemiche visto che si tratta di trasformare in REMS un carcere).

In Piemonte le due REMS provvisorie garantiscono una ricettività totale di 38 posti. E’ stato decisivo realizzare l’apertura della seconda REMS poiché questo ha permesso di accogliere i pazienti piemontesi ancora presenti presso la struttura di Castiglione delle Stiviere (Mantova) e rispondere anche alle altre richieste della magistratura.

Ad oggi in Italia le REMS sono 30 ed accolgono 569 ricoverati (su 604 posti disponibili)  provenienti dagli OPG. La sfida è che non deve trattarsi di un mero cambiamento di sigle ma di una vera e propria rivoluzione culturale, paragonabile per molti versi alla chiusura dei manicomi compiuta a partire dal 1978 con la legge Basaglia.  Gli internati diventano pazienti a tutti gli effetti, sottoposti ad un piano terapeutico e ad un eventuale successivo passaggio a comunità residenziali da concordare col magistrato ma con una presa in carico dei servizi sanitari territoriali. Uno dei dati maggiormente significativi ed incoraggianti è rappresentato dal fatto che, dal 1° aprile 2015 ad oggi, gli ingressi in REMS sono stati 950, con 415 dimissioni (in Piemonte 65 ingressi e 27 dimissioni). Ciò dimostra che le REMS non sono dei nuovi ospedali psichiatrici giudiziari sotto mentite spoglie e che è applicata la previsione della L.81/2014 per cui la misura di sicurezza non può eccedere la pena massima prevista per il reato compiuto. Ciò si traduce in un reale lavoro terapeutico sugli ospiti che mira al loro reinserimento sociale. 

Tuttavia Corleone non nasconde che la situazione non sia tutta rose e fiori e come vi siano ancora problematiche da affrontare e risolvere. La relazione del Commissario verra a breve pubblicata anche sulle pagine web del garante (http://www.cr.piemonte.it/web/assemblea/organi-istituzionali/garante-dei-detenuti) perché contiene dati e considerazioni utili e interessanti. In conformità alle prescrizioni della legge 81/2014, le misure di sicurezza detentive devono costituire l’extrema ratio e solo per persone con misure di sicurezza definitive. Deve sempre essere rispettato  il  principio di territorialità. La magistratura deve prevedere, in collaborazione con le Regioni e con i servizi delle ASL, misure di sicurezza alternative alla detenzione, affinché si eviti la saturazione delle REMS e le liste di attesa in continua crescita, come avviene oggi in alcune regioni come Lazio, Calabria, Sicilia.  D'altra parte, se ingrandite, le REMS perderebbero la loro funzione riabilitativa, garantita ora da un adeguato rapporto degenti-personale, che prevede un massimo di 20 pazienti per struttura.

E’ quindi un bilancio certamente positivo, con la consapevolezza che ora, senza la zavorra degli OPG aperti e con la realizzazione del piano previsto delle REMS provvisorie dovrà iniziare un lavoro intenso per consolidare e sviluppare una storica riforma.

Occorre certamente pervenire alle REMS definitive, ma non solo. E’ necessario investire sui servizi territoriali alternativi, attrezzandoli adeguatamente perché possano assumere un’effettiva presa in carico, in modo tale che chi esce non si ritrovi abbandonato a sé stesso. E’ una sfida che, per essere vinta, richiede la collaborazione di molti soggetti: dalla Magistratura all’Amministrazione Penitenziaria, che dovrà garantire una vera assistenza ai detenuti con problemi psichiatrici; dai servizi psichiatrici territoriali delle ASL della psichiatria alle associazioni della società civile che dovranno confermare il grande contributo fin qui fornito.

Si tratta di un punto raggiunto ma si deve andare a capo e procedere con convinzione nella direzione indicata dallo spirito e dalla lettera della normativa.

Bruno Mellano - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.