Consiglio Regionale del Piemonte

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Una scelta di buon auspicio

 

Martedì 15 novembre è stata inaugurata la seconda REMS provvisoria della nostra regione, a San Maurizio Canavese, in provincia di Torino, che si va ad aggiungere a quella già operativa presso la Clinica San Michele di Bra (CN).

La REMS si colloca all’interno di una struttura preesistente, con una storia ultra decennale proprio nel campo dell’accoglienza e cura del disagio mentale, vale a dire il presidio Ospedaliero Riabilitativo "Beata Vergine Consolata" Fatebenefratelli (in via Fatebenefratelli, 70).

Il complesso sarà dotato di campi sportivi, orti, palestra e gli ospiti, tutti pazienti psichiatrici autori di reato, condurranno una vita il più possibile improntata alla normalità: seguiranno attività programmate per tutta la giornata (ad esempio corsi di arte “terapeutica”) e saranno “assistiti” da circa quaranta persone tra medici, infermieri, educatori, assistenti sociali, operatori socio-sanitari ed addetti alla sicurezza.

Attenzione sarà dedicata a garantire il controllo (si tratta di persone sottoposte a misure di sicurezza) privilegiando però un approccio trattamentale piuttosto che custodiale. Per questo le finestre e le porte non hanno sbarre né inferriate e un moderno sistema di videosorveglianza è attivo nelle parti comuni e all’esterno del complesso ma ovviamente non nelle camere private e, tantomeno, nei servizi igienici, per tutelare la privacy degli ospiti.

Con l’apertura di San Maurizio quindi i posti nelle due REMS provvisorie piemontesi ammontano, per il momento, a 38: un numero di per sé sufficiente a garantire ai pazienti psichiatrici autori di reato piemontesi di poter svolgere un percorso riabilitativo nella propria regione e in attesa delle decisioni sulle REMS “definitive” che per legge dovranno essere individuate in una strutture a gestione pubblica: la previsione è di avere a regime 40 posti totali per uomini e cinque posti per pazienti donne.

La speranza è che si possa ricorrere sempre di più alla cosidetta residenzialità psichiatrica e quindi a progetti alternativi alla collocazione nelle REMS, anche grazie ai finanziamenti che la Regione Piemonte ha messo e metterà in campo per questo scopo. Incoraggianti in questo senso i dati della REMS già attiva al San Michele di Bra, che – nel primo anno di attività, da quando è stata inaugurata il 22 ottobre 2015 – ha accolto 37 ospiti, ne ha positivamente dimessi 19 e solo in due di questi casi si sono registrate problematiche di ”tenuta”, dimostrando che le REMS, a differenza di quanto avveniva negli OPG, possono davvero essere una tappa utile verso il reinserimento sociale.

E’ interessante spiegare perché la nuova REMS di San Maurizio è stata intitolata ad Anton Martin. Il fondatore dell’ordine dei Fatebenefratelli, San Giovanni di Dio (al secolo Giovanni Ciudad, nato nel 1495 a Montemor-o-Novo, piccola cittadina portoghese a 110 Km. da Lisbona) ebbe una vita tempestosa che lo portò anche ad essere ricoverato in un ospedale psichiatrico. Una volta uscito decise di dedicare la sua vita ai poveri e agli ammalati e fondò il primo ospedale con l’aiuto di due compagni, Pedro Velasco e Anton Martin, (che dopo la morte del santo, costituiranno concretamente l’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio Fatebenefratelli, dando gambe e struttura all’intuizione e alla volontà dell’ideatore). Quando Giovanni Ciudad li conobbe, Velasco era stato condannato a morte per l’assassinio del fratello di Martin, il quale viveva facendo il protettore di prostitute. Il santo riuscì a convertire i due e a convincere Martin a perdonare Velasco di fronte al Tribunale, salvando così la vita a quest’ultimo. Per questo l’intitolazione della nuova REMS ad Anton Martin appare una felice scelta che si spera sia di buon auspicio per il percorso umano e terapeutico che dovranno compiere i futuri ospiti.

 

PS: Futuri ospiti si fa per dire, perché nella stessa giornata dell’inaugurazione si è avuto il primo ingresso di un paziente temporaneamente allocato da altra REMS campana per un processo a Torino e il giorno successivo sono arrivati un uomo malato ed una donna, i primi giunti degli 11 pazienti piemontesi che erano ancora all’ex OPG di Castiglione delle Stiviere, in Provincia di Mantova.

Bruno Mellano

 

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