Consiglio Regionale del Piemonte

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Una nuova stagione

Aumentano di ora in ora le adesioni alla IV “Marcia per l'Amnistia, la Giustizia, la Libertà” intitolata a Marco Pannella e Papa Francesco, organizzata per il 6 novembre a Roma dal Partito Radicale Transnazionale Nonviolento e Transpartito, in occasione del Giubileo dei Carcerati, che si snoderà tra le vie della capitale dal carcere di Regina Coeli fino a Piazza San Pietro.

Al momento hanno già confermato la loro partecipazione i rappresentanti istituzionali di una decina di comuni e di due regioni (Basilicata e Calabria), mentre attendiamo con fiducia un’adesione anche da parte della nostra regione.

E’ di questi giorni la notizia della presenza - tra tanti altri - dell’Unione delle Comunità Islamiche d'Italia, dell’UCPI (Unione Camere Penali Italiane), dell'Associazione Psicologi di Strada Onlus e - soprattutto - della Conferenza Episcopale Italiana (CEI).

Lo ha comunicato il sottosegretario e portavoce della CEI, Don Ivan Maffeis, ieri sera a Radio Radicale durante la trasmissione Radio Carcere, dichiarando: "La CEI guarda con attenzione a questa iniziativa e come Segreteria generale dà una convinta adesione; l'iniziativa è vista da parte nostra come una occasione per sensibilizzare l'opinione pubblica e più in generale il mondo politico sulla situazione in cui il nostro sistema penitenziario versa.

L'augurio e l'impegno è che ci sia una accoglienza delle istanze portate avanti proprio per superare il degrado in cui i detenuti, ma non solo i detenuti, versano: penso agli agenti, ai volontari, agli educatori. Si è trattato di una decisione maturata con il Segretario generale, Monsignor Nunzio Galatino; il presidente Bagnasco è stato informato e condivide le finalità dell'iniziativa.

Ci si confronta con un mondo – quello delle carceri – per certi versi invisibile, eppure si tratta di una realtà pesante: penso alla lunga lista di suicidi che avvengono nelle prigioni, a queste vite spezzate, penso alle persone fragili che sono detenute per reati minori. Spesso in questi luoghi manca una rete di appoggio, in parte offerta dai volontari o da chi opera dentro, come i nostri cappellani.

Intorno a certi temi, che possiamo dire scomodi, come l'attenzione verso l'ultimo (che abbiamo reso noi “ultimo”, o che è tale per situazioni della vita) c'è una tendenza alla chiusura, a non dare attenzione anche a parole più alte come quelle del Papa. Quelle persone che già sono invisibili per tanti motivi vengono censurate dai mezzi di informazione e ciò diventa una irresponsabilità pesante".

E’ dunque l’ennesima dimostrazione d’attenzione da parte del mondo cattolico su queste problematiche, attenzione che si va ad affiancare a quella di tanta parte del  mondo laico, a dimostrazione del fatto che la questione penitenziaria e, in primis, il tema dell’amnistia, non sono di nessun colore, né religioso né politico, ma costituiscono una battaglia “bipartisan” di civiltà.

È urgente che le istituzioni si attivino per risolvere efficacemente i problemi sul tavolo senza più rinviarli e che anche i mass media concorrano a intaccare la cortina di indifferenza e di silenzio,  la disinformazione, la mancanza di conoscenza e la demagogia che, purtroppo, ancora contraddistingue la nostra società.

Per tutti questi motivi è importante che il 6 novembre la partecipazione alla marcia di Roma sia la più ampia possibile, per testimoniare davvero l’inizio di una nuova stagione.

http://www.amnistiaperlarepubblica.it/

Bruno Mellano

 

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