Consiglio Regionale del Piemonte

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C'erano gli OPG, ora ci sono le REMS?

La conferenza stampa che si è svolta martedì 20 novembre presso la Sala dei Presidenti del  Consiglio regionale, alla presenza del “Commissario unico per il superamento degli OPG”,  Franco Corleone, ha rappresentato un importante momento di informazione ed aggiornamento circa l’attuale fase di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, sia in Italia che in Piemonte.

Durante la conferenza stampa, Corleone ha tratteggiato un bilancio del suo primo semestre di incarico come Commissario governativo, chiamato a contribuire alla messa in campo delle procedure necessarie per portare a termine il percorso di chiusura degli OPG, di presa in carico degli internati e di realizzazione di strutture alternative (REMS, ma non solo) nelle regioni ancora inadempienti (tra cui il Piemonte). Si tratta di un bilancio dettagliatamente esposto nella sua relazione al Governo, che è stata distribuita ai partecipanti.

Corleone ha innanzitutto sottolineato come la chiusura dei “manicomi criminali” sia un passaggio realmente epocale per l’Italia, ed unico per l’Europa, paragonabile a quanto successe quarant’anni fa grazie alla legge Basaglia che abolì i manicomi civili.

Ad oggi le REMS attivate sul territorio nazionale sono 28, mentre gli OPG ancora aperti sono due (a Montelupo Fiorentino e Barcellona Pozzo di Gotto), entrambi in via di chiusura: l’apertura di REMS in Calabria e Sicilia è questione di giorni, ha spiegato, e ciò determinerà il trasferimento degli internati da Barcellona Pozzo di Gotto nelle loro rispettive regioni e la conseguente chiusura dell’OPG. Lo stesso avverrà a breve con l’apertura di una REMS a Empoli e la chiusura di Montelupo, dopo la presa in carico dell’unico piemontese ancora in Toscana.

Gli ingressi nelle REMS sono stati 601 e le dimissioni ben 222, a dimostrazione del fatto che si tratta di istituzioni “aperte” per le quali non si parla più di “ergastolo bianco” come per gli OPG, grazie ad uno stretto e fecondo rapporto di collaborazione con i servizi psichiatrici e assistenziali presenti sul territorio. 

I pilastri della riforma in corso, ha spiegato Corleone, sono essenzialmente tre: territorialità, numero chiuso (20 ospiti al massimo per ogni singola struttura) e messa al bando della contenzione fisica e meccanica. Tra le problematiche, l’accoglienza delle donne (sono oggi 52), che attualmente non è prevista in tutte le REMS  (per cui il principio di territorialità non viene quasi mai rispettato) e quello dei senza fissa dimora, 53 di cui 10 sono italiani, ma che essendo senza documenti risultano, paradossalmente,  apolidi.

Tra i cambi di “mentalità” che la riforma dovrà necessariamente portare vi è l’atteggiamento di molti GIP che tendono ad abusare della richiesta di mandare persone in REMS, anziché utilizzare una platea di altri interventi, come previsto dalla legge che esplicita il ruolo residuale che deve avere l’utilizzo di strutture contenitive per l’esecuzione delle misure di sicurezza. In Piemonte, a causa di questa impostazione, al momento vi sono ben 20 persone in lista d’attesa. Nelle REMS – infine - devono trovare posto solo i prosciolti (autori di reato che per le loro condizioni di salute non possono essere reclusi) mentre per i detenuti con problemi psichiatrici l’Amministrazione Penitenziaria dovrà prevedere l’apertura di appositi reparti, sanitari e non carcerari, almeno negli istituti di maggiore dimensione. 

Ma la giornata in questione, per quanto riguarda il Piemonte, è stata - a suo modo - storica: al termine dell’incontro con la stampa, Corleone ha visitato con il sottoscritto il Presidio Ospedaliero Riabilitativo “Beata Vergine della Consolata” di San Maurizio Canavese, appartenente all’Ordine dei Fatebenefratelli, ricevendo dalle autorità competenti la conferma che la struttura ospiterà la seconda REMS provvisoria del Piemonte (la prima è quella presso la Clinica San Michele di Bra) ed aprirà ufficialmente il 14 novembre prossimo.

La sfida successiva alla realizzazione delle REMS “provvisorie” sarà (non solo per il Piemonte) l’approdo a quelle definitive che, per legge, dovranno essere strutture pubbliche. Inoltre occorrerà definire con chiarezza il loro ruolo, pervenendo tra l’altro  a regolamenti omogenei. Al 20 settembre il totale degli internati in REMS in Italia era di 541 persone, di cui 318 in misura di sicurezza definitiva e ben 216 in misura provvisoria (mentre 7 erano in situazione mista).

Il commissario Corleone, in chiusura di conferenza stampa, ha quindi raccontato un aneddoto che, più di tante parole, ci restituisce il senso e la portata di quanto sta avvenendo. Ha infatti riferito di aver recentemente letto le riflessioni scritte da un paziente che ha trascorso anni in OPG. Esse si concludevano con una considerazione semplice, ma particolarmente efficace, che lo ha colpito e commosso profondamente: ” Io sento che l’aria sta cambiando”.

 

Bruno Mellano

 

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