Consiglio Regionale del Piemonte

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Dalla periferia dell’impero

In luogo della consueta mia opinione settimanale, questa volta lascio lo spazio ad un comunicato dell’Ufficio Stampa della Provincia di Cuneo, che per altro contiene commenti ed opinioni personali mie e dei garanti comunali cuneesi.

“Quella di Cuneo è l’unica provincia d’Italia ad avere sul suo territorio 4 carceri (Alba, Cuneo, Fossano e Saluzzo). In tutti è presente e già operativo da qualche mese il garante dei detenuti, la nuova figura prevista dalla legge a tutela dei diritti e dei doveri delle persone recluse. Il primato si inserisce in quello altrettanto significativo del Piemonte, una delle regioni italiane con il maggior numero di carceri (13 istituti) e dove sono già stati nominati altrettanti garanti, fatta eccezione per Novara dove si attende la nomina a breve. Di garante dei detenuti, della stretta cooperazione fra di loro e con il garante regionale nell’ambito dell’esecuzione penale nella Granda, si è parlato lunedì 12 settembre nel palazzo della Provincia durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato, oltre al presidente Federico Borgna, il garante regionale dei detenuti Bruno Mellano, i quattro garanti cuneesi di Alba (Alessandro Prandi), Cuneo (Mario Tretola), Fossano (Rosanna Degiovanni) e Saluzzo (Bruna Chiotti).  Erano presenti anche alcuni amministratori pubblici, il direttore del carcere di Cuneo Claudio Mazzeo, rappresentanti dell’area trattamentale, della polizia penitenziaria e delle associazioni di volontariato. “Una provincia “granda” anche sotto questo aspetto” – ha ricordato il presidente Borgna in apertura, sottolineando la necessità di “sostenere le persone che fanno più fatica, tra le quali ci sono anche le persone private della libertà”. Mellano ha riportato i dati di una situazione carceraria provinciale in continua evoluzione (553 detenuti su 960 posti disponibili). “Il numero dei detenuti è sceso in alcune regioni del Nord tra cui il Piemonte e non siamo quindi in allarme sovraffollamento, ma si tratta di detenuti con problematiche diverse. Nella nostra regione sono stati trasferiti detenuti ad alta sicurezza e detenuti stranieri. La presenza degli stranieri è salita in Piemonte dal 33% (dato nazionale) al 43% (dato regionale) fino al 48% (dato della provincia di Cuneo) con picchi del 52% nel carcere di Cuneo e oltre il 60% in quello di Fossano”. “In questi anni – ha aggiunto Mellano – si è sviluppata, in ambiente carcerario, la concezione dei meccanismi di controllo esterno, di cui ovviamente il garante è parte importante. La stretta cooperazione fra di loro si concretizza, oltre che nel lavoro quotidiano, anche nell’attività di un coordinamento regionale, che si riunisce con regolarità presso gli uffici del garante regionale a Torino, nella sede del Consiglio regionale del Piemonte, e il cui scopo è quello di creare sinergie e omogeneità negli interventi. E’ un lavoro in molti casi ingrato e difficile, ma che può costituire la base per un carcere più efficace e più rispondente all’articolo 27 della Costituzione”. Alla conferenza stampa sono intervenuti i quattro garanti delle carceri della provincia di Cuneo. La casa di reclusione di Alba è chiusa da mesi in attesa dell’avvio dei lavori di ristrutturazione e pertanto il garante Alessandro Prandi confida nella ripresa dei percorsi culturali interrotti. La casa circondariale di Cuneo (anch’essa con due reparti chiusi da ristrutturare) conta invece, al momento, circa 200 detenuti, parte dei quali in regime di alta sicurezza. Il garante Mario Tretola ha sottolineato l’importanza del volontariato all’interno del carcere e soprattutto la necessità di creare una forte rete di collaborazione con le istituzioni anche esterne, nella direzione di un processo rieducativo e di reinserimento sociale dei detenuti, migliorando il loro diritto allo studio, all’informazione e al culto.  Per Rosanna Degiovanni di Fossano (casa di reclusione a custodia attenuata) i circa 98 detenuti necessitano soprattutto di percorsi di formazione professionale finalizzati all’inserimento nel mondo del lavoro, tenuto conto che si tratta in maggioranza di stranieri con un fine pena molto ravvicinato. Nel suo  intervento Bruna Chiotti (Saluzzo) ha sottolineato la necessità di creare alternative lavorative interne dignitose, ma anche all’esterno di una casa di reclusione che conta al momento 248 detenuti, in maggioranza in regime di alta sicurezza. Mellano ha poi annunciato un’importante novità che partirà da Fossano, ma che coinvolgerà tutte le carceri della Granda. Si tratta di uno sportello di orientamento legale per il detenuto (il secondo in Italia dopo Milano), realizzato con una collaborazione gratuita dell’Ordine degli  avvocati di Cuneo. Lo sportello, illustrato dall’avvocato Paolo Dotta, fornirà esclusivamente un servizio di orientamento di base (e non una consulenza legale) per aiutare il detenuto ad affrontare nelle giuste sedi i suoi problemi di giustizia penale, ma anche civile o di altra natura. Al termine l’intervento del direttore del carcere di Cuneo, Claudio Mazzeo, che ha riferito il grande apprezzamento dei detenuti per l’introduzione della figura del garante, testimoniato anche dalle molte richieste di colloquio pervenute finora. Mazzeo ha parlato di un carcere che sta cambiando e che si sta aprendo, come un modello da riempire di contenuti. Un carcere che è creato per dare un’opportunità ai detenuti e che è parte della città, come ha ricordato anche l’assessore del Comune di Cuneo, Aragno. “Un carcere – ha concluso Mellano – che accetta la sfida di coinvolgere i detenuti in esperienze di bellezza e bontà, di estetica e di etica: parole che possono sembrare fuori luogo in un carcere e che invece rinascono, inaspettatamente, anche lì”.”

Dall’estrema periferia “dell’impero” dunque, possono giungere segnali significativi per la comunità penitenziaria italiana..

 

Bruno Mellano

 

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