Consiglio Regionale del Piemonte

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DDL Pannella

Nell’“opinione” dello scorso 16 giugno riferivo ampiamente di un importante articolo del Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Torino Paolo Borgna uscito sulle pagine della “Stampa” di due giorni prima, in cui si auspicava la cancellazione, tramite amnistia, dei reati non gravi, commessi negli anni passati, al fine di far ripartire la giustizia italiana ingolfata da migliaia di fascicoli che rischiano di andare in prescrizione e di far invecchiare i processi nuovi.

La proposta, su cui spero sia apra un pubblico dibattito, deve fare i conti con l’oggettiva difficoltà che un tale provvedimento di clemenza venga approvato, a causa della riforma apportata all’articolo 79 della Costituzione dalla Legge Costituzionale 6 marzo 1992, n.1, che aveva stabilito che per la concessione di tale istituto (così come per l’indulto) fosse necessaria una maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, tanto nella votazione dei singoli articoli quanto nella votazione finale.

Si tratta di un quorum particolarmente elevato, superiore persino a quello previsto per le leggi di revisione costituzionale) che trova la sua ragion d’essere nella volontà del legislatore di limitare il ricorso all’approvazione di atti di clemenza generale che avevano condotto, tra l’entrata in vigore della Costituzione e il 1992, all’adozione di ventuno diversi provvedimenti, trasformando uno strumento eccezionale e straordinario in un provvedimento ordinario e ripetuto per risolvere i problemi di giustizia e di gestione penitenziaria.

L’obiettivo è stato indubbiamente raggiunto, visto che dopo la riforma è stato adottato solo un indulto (ma senza un’amnistia correlata) nel 2006, in occasione dell’esplosione dell’emergenza sovraffollamento penitenziario: non sono valsi gli appelli ed i richiami di Papa Giovanni Paolo II e di Papa Francesco, del Presidente emerito della Repubblica Napolitano e i ripetuti scioperi della fame e della sete di Marco Pannella.

Ora è all’esame del Parlamento un disegno di legge costituzionale di iniziativa del Senatore Luigi Manconi (Presidente del Comitato Diritti Umani) che si propone di modificare l’articolo 79 della Costituzione tornando alla situazione pre-1992, con la seguente formulazione: ”L’amnistia e l’indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna camera”. Non è l’unica proposta di riforma presentata: nel corso delle varie legislature, infatti, ve ne sono state diverse ma nessuna è mai stata presa in seria considerazione del Governo. Il loro destino è stato simile a quello dei 4 decreti legge sull’amnistia e l’indulto (i numeri 20, 21, 1081 e 1115) in esame presso la Commissione Giustizia del Senato, presentati nel lontano 2013 (due dallo stesso Senatore Manconi)  e da allora mai arrivati ad un punto finale.

Già il 15 maggio 1992 (a meno di due mesi dall’entrata in vigore della riforma) era stata presentata un’analoga proposta di legge costituzionale (per la cronaca d’iniziativa dei deputati Boato, Intini, Saponara, Siniscalchi, Anedda, Enzo Bianco, Follini, Mascia, Zeller, Craxi e Soda)  che si proponeva “di rendere necessaria in parlamento una sufficiente, adeguata convinzione e vastità di consensi, senza però indurre alla surrettizia vanificazione degli istituti dell’amnistia e dell’indulto, pur costituzionalemente previsti”. Tale disegno restò lettera morta.

L’attuale proposta del senatore Manconi recita nella sua enunciazione: “Dopo aver liberato l'amnistia e l'indulto dalla connotazione premoderna che ne faceva strumenti dell' indulgentia principis, bisognerebbe ora avere il coraggio di renderli agibili come strumenti di una intelligibile e chiara politica del diritto in materia penale. Perché ciò sia, l'amnistia e l'indulto debbono certamente avere quei caratteri di eccezionalità che per lungo tempo furono disattesi, e per questo è opportuno mantenere la previsione di un quorum qualificato e più rigoroso rispetto a quello previsto per le leggi ordinarie; ciò non di meno è necessario che essi siano strumenti nelle mani di una maggioranza non occasionale, ma capace di esprimere un indirizzo politico in materia di politica del diritto penale. Per questo proponiamo che l'amnistia e l'indulto siano concessi con legge deliberata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera.”

La proposta si conclude poi con queste due righe finali: “Il presente disegno di legge costituzionale è dedicato a Marco Pannella, nel ricordo di queste sue parole: in ogni corpo prigioniero in una cella chiusa ritrovo un pezzo di me e della mia umanità”.

Bruno Mellano

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