Consiglio Regionale del Piemonte

Vai ai contenuti

La tessera mancante

Proprio in questi giorni si sta completando un lungo percorso che, come garante regionale, ho intrapreso fin dal mio insediamento, avvenuto ormai due anni fa.

Mi riferisco alla creazione di una rete completa di garanti comunali piemontesi, uno per ogni città sede di carcere.

All’inizio del mio mandato gli unici esistenti erano quelli di Torino (all’epoca Maria Pia Brunato) e di Ivrea (Armando Michelizza, tutt’ora in carica e vero e proprio pioniere e decano di questo incarico in Piemonte, autodefinitosi “garante tentante”). Da allora mi sono personalmente impegnato in una costante attività di stimolo e collaborazione con le amministrazioni comunali affinché si riuscisse a completare quello che si può definire il “puzzle” dei garanti. E’ stato un cammino lungo e, in alcuni casi, faticoso perché la figura del garante dei detenuti, oltre ad essere ancora “oscura” per molti cittadini ed anche amministratori locali, spesso non è percepita come una priorità, nonostante la tutela dei diritti di per sé dovrebbe essere una tematica sempre urgente e “bipartisan”, e nonostante il fatto che l’istituzione di questa figura quasi sempre non comporti oneri (salvo i rimborsi spese) per le amministrazioni, essendo svolta su base volontaria  (fanno eccezione i soli garanti regionale e comunale di Torino che percepiscono un’indennità mensile).

Il 31 maggio prossimo scade il “bando di ricerca finalizzato alla nomina del garante dei diritti delle persone private della libertà personale domiciliate, residenti o dimoranti nel territorio del Comune di Novara”. Si tratta della tessera mancante per il completamento del puzzle piemontese.

Vale qui la pena di ricordare le altre tessere che già compongono il mosaico piemontese: Alba (Alessandro Prandi), Alessandria (Davide Petrini), Asti (Anna Cellamaro), Biella (Sonia Caronni), Cuneo (Mario Tretola), Fossano (Rosanna Degiovanni), Ivrea (Armando Michelizza), Saluzzo (Bruna Chiotti), Torino (Monica Cristina Gallo), Verbania (Silvia Magistrini) e Vercelli (Roswitha Flaibani).

Nella stessa giornata del 31, che rappresenta quindi una data decisamente importante per i diritti dei ristretti, sono stato convocato a Roma insieme agli altri garanti regionali italiani, per una nuova riunione con il Garante nazionale, la terza dal suo insediamento.

Oggetto dell’incontro sarà proprio il completamento del disegno della rete “terza”  di garanzia formata, oltre che dal garante nazionale, dai coordinamenti territoriali (nazionale e regionali), al fine di rendere l’attività di monitoraggio e di tutela dei diritti delle persone private della libertà personale più coerente e efficace. Si tratta di un’esigenza non solo perché rientra tra le richieste che la CEDU ha avanzato esplicitamente all’Italia (tanto che nel monitoraggio successivo alla sentenza “Torreggiani” anche questo aspetto è stato valutato) ma anche per presidiare le significative trasformazioni in corso  nel “pianeta carcere” .

Per questi motivi, sull’esempio del Coordinamento nazionale dei garanti regionali e territoriali da tempo esistente ed attivo sotto la Presidenza di Franco Corleone, anche in Piemonte abbiamo già da alcuni mesi voluto formalizzare un Coordinamento regionale di garanti comunali che si riunisce con una certa frequenza (sono già sette gli incontri svolti da settembre 2015) e l’intenzione è quella di “istituzionalizzarlo” maggiormente in futuro con l’approvazione di un apposito regolamento.

Il lavoro comune sta cominciando a dare i suoi frutti e particolarmente utile risulta il raccordo operativo fra tutti i garanti. Voglio qui citare, a titolo esemplificativo, due delle comuni iniziative attualmente in campo: da un lato la preparazione di un protocollo d’intesa fra i garanti piemontesi e il Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria teso a regolare con maggiore chiarezza i rapporti e i rispettivi ruoli istituzionali, oltre che le prerogative dei garanti nell’esercizio delle loro funzioni; dall’altro voglio rimarcare la collaborazione dei garanti nella compilazione di un “dossier sanità” che possa costituire uno strumento utile per registrare criticità e debolezze della sanità penitenziaria piemontese e proporre suggerimenti e possibili soluzioni.

In conclusione voglio qui ricordare il link al sito del Comune di Novara ove è possibile consultare l’avviso di ricerca e scaricare la domanda:

http://www.comune.novara.it/comune/bandi/bandi.php?dir=attuali/20160531nominaGaranteDirittiPersone

 

Bruno Mellano

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.