Consiglio Regionale del Piemonte

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Galere (affollate) d’Italia

L’Associazione Antigone ha recentemente pubblicato la sua relazione annuale 2015-2016 sulle condizioni detentive nel nostro Paese dal titolo “Galere d’Italia”: rapporto che ancora una volta abbiamo potuto presentare anche in Consiglio regionale. Tra i documenti che compongono una complessiva analisi delle problematiche attuali della comunità penitenziaria italiana, vi è un’interessante cartina relativa alla distribuzione geografica della popolazione carceraria nel nostro Paese (clicca sull'immagine per ingrandirla).

Com’è noto la posizione “ufficiale” del Ministero della Giustizia è che il fenomeno sovraffollamento nelle prigioni è attualmente rientrato, come ripetutamente affermato negli ultimi mesi dal Ministro Orlando e dal DAP con successive note ufficiali. Se ciò è vero, almeno per quanto riguarda il dato complessivo nazionale, occorre però leggere e analizzare i numeri a livello regionale e di singoli istituti.

I dati emergenti dal rapporto di Antigone sono che dalla fine del 2015 al 31 marzo 2016 ci sono 1.331 detenuti in più. Il tasso di affollamento è attualmente al 108% e 3.950 persone sono prive di un posto regolamentare. La cartina di Antigone, elaborata a partire dai dati ufficiali del Ministero, ci mostra come in ben 11 regioni - su un totale di 20 - il tasso di affollamento è superiore al 100%. All’interno delle singole regioni, anche di quelle non sovraffollate, a fronte di istituti con una popolazione carceraria sotto il livello di capienza ve ne sono altri molto oltre tale livello. Come ricordato da Rita Bernardini in sede di intervento ufficiale durante l’evento conclusivo degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale svoltisi a Roma Rebibbia il 18 e 19 aprile scorsi, vi sono attualmente circa settanta istituti penitenziari che hanno un sovraffollamento fra il 120 e il 200%.

Anche nella nostra regione, che più di altre aveva beneficiato delle misure deflattive messe in campo dal governo, registriamo un aumento della popolazione carceraria (dopo almeno tre anni di costante discesa dei reclusi) che, in alcuni istituti, ha portato il numero degli ospiti al di sopra della capienza regolamentare: Alessandria San Michele, Ivrea, Asti, Torino. Altro dato in significativa crescita è la percentuale dei detenuti stranieri sul totale di quelli presenti nelle strutture penitenziarie del nord Italia (in Piemonte in particolare).

Il rapporto sul sovraffollamento di Antigone è stato redatto da Alessio Scandurra, coordinatore per l’associazione dell’osservatorio adulti sulla condizione di detenzione, che nota come da questo problema principale derivino poi tutti gli altri: suicidi, morti, condizioni di salute precaria, proprio perché in condizioni di eccessiva popolazione vengono meno tutte le tutele in termini di assistenza psicologica, medica e diminuiscono le possibilità che ciascun detenuto ha di studiare e lavorare.

A fianco del sovraffollamento dei carcerati esiste attualmente un altro grave fenomeno che è il depauperamento delle risorse umane che dei detenuti devono, a vario titolo, farsi carico. Sta diventando una vera e propria emergenza il decrescente numero di educatori, psicologi, assistenti sociali, magistrati di sorveglianza e direttori (risale al 1997 l’ultimo concorso pubblico).

Il rapporto dimostra quindi come si debba ancora fare molto per migliorare le condizioni di vita dei detenuti: ad oggi si può considerare come elemento positivo la richiesta esplicita del Ministro Orlando di non lasciar perdere l’esperienza degli Stati Generali, tenendo vivi ed attivi i tavoli tematici. A Torino si sta pensando e lavorando per una riunione di tutti i “piemontesi” che hanno partecipato agli Stati Generali al fine di studiare assieme ed agevolare la realizzazione di quegli interventi già oggi possibili, senza aspettare le riforme e le modifiche delle normative, senz’altro necessarie ma ancora in gestazione.

Bruno Mellano

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