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Nuovi soldi per ora non stanno
arrivando e 40 mila lavoratori
potrebbero non ricevere l’in-
dennità di settembre.
I numeri sono drammatici: a
metà ottobre sono arrivate in
Regione oltre 11 mila domande
di cassa in deroga per un totale
di 32 milioni di ore e una spe-
sa preventiva superiore ai 291
milioni di euro (di cui più della
metà a Torino).
Le autorizzazioni sono ferme
ad agosto e i fondi arrivati dal
ministero del Lavoro non sono
sufficienti a coprire le domande
in corso.
A questo si aggiunge la sca-
denza nel primo trimestre 2013
della cassa straordinaria di 314
aziende con 15 mila addetti e
nella maggior parte dei casi si
tratta di cassa non prorogabi-
le salvo che nella forma della
deroga.
L’allarme lanciato per la cassa in
deroga, ampiamente anticipata
dalla Regione, e sull’assenza di
garanzie da parte del governo -
attese, dovute e altrove erogate
-
è da condiviso.
Questo governo è indifferente
alle scadenze della vita quoti-
diana delle persone, dal rag-
giungimento della pensione per
gli “esodati” alle cure domici-
liari per le persone non auto-
sufficienti, agli ammortizzatori
sociali per chi ha perso il lavoro,
anche grazie alle speculazioni
tutte finanziarie e poco impren-
ditoriali e produttive di mana-
ger come quello Fiat.
Il governo che chiede cortese-
mente ascolto se si rapporta alla
Fiat verso cui esercita al più una
moral suasion ed è invece rigi-
damente determinato sui costi
che regolano la vita della gente.
Le forze politiche che sostengo-
no il governo intervengano.
Il Consiglio Regionale promuova
coi parlamentari piemontesi un
incontro urgente coi ministri re-
ferenti: lo abbiamo chiesto, at-
traverso il Presidente del Consi-
glio, speriamo si realizzi a breve.
Tra gli “interventi urgenti per la
razionalizzazione delle spese re-
gionali”, l’articolo 2, comma D
della delibera Spending review,
proposta dell’assessore Quaglia,
si prevede che “i contributi re-
gionali per l’organizzazione degli
eventi culturali, turistici, fieristici e
sportivi” siano concessi unicamen-
te sulla base di bandi regionali. Il
Presidente Cota risponde a pro-
prie esigenze politiche di “com-
missariamento” di due assessori,
ma in pratica si tratta dello sman-
tellamento di ogni possibilità di
programmazione e azzeramento
del sistema culturale piemontese.
Con i bandi non si può program-
mare: la Cultura non è un tutto in-
differenziato e non si misura con i
biglietti staccati né secondo le logi-
che aziendali. Bisogna partire dalla
programmazione e settorializzare il
sostegno, in modo da promuovere
le realtà emergenti, quelle giovanili,
il comparto archivistico e bibliote-
cario, le eccellenze, le realtà minori,
il teatro, la musica, il cinema. Un si-
stema così ingessato annulla il dia-
logo e la partecipazione del mondo
culturale, che si trova unicamente
a dover rispondere a criteri rigidi e
prefissati. Senza un ruolo attivo del
mondo della Cultura non c’è svilup-
po né innovazione, e neanche cre-
scita economica e promozione per
questa Regione. Questa norma è
frutto di una visione vecchia legata
a clientelismi e a contributi a piog-
gia. Lo si vede bene nel fatto che
proprio in tempi di spending review
l’assessore all’Agricoltura Sacchet-
Cultura e Sport:
in Regione si cambia
Andrea Stara
Insieme per Bresso
to ha elargito un milione e 440 mila
attraverso un bando assegnando
contributi spiccioli sparsi e con-
centrati in particolare nel novarese
destinati a sagre e fiere di paese.
La linea maginot per il comparto
cultura resta il 20% del prelievo
regionale dell’irpef, equivalente a
circa 47 milioni.
Se le cose invece rimangono così,
ad esempio già nel 2012 verrà can-
cellato quasi tutto. Si salveranno
solo i grandi Enti e tutte le attività
di teatro, musica, danza, cinema
che hanno caratterizzato l’offerta
culturale e turistica piemontese, e
che ne hanno rappre-
sentato anche il traino
dello sviluppo, verran-
no cancellate.
Caselle è un aeroporto
degnodiunacittàeuropea?
Michele Dell’Utri
Moderati
L’obiettivo per il quale da mol-
ti anni si lavora con tenacia ed
entusiasmo è avere Una Cit-
tà ed Una Regione di respiro
europ e o ed internazionale.
Se questi sono la Torino ed il Pie-
monte che vogliamo, allora non si
può prescindere da un’efficiente
infrastruttura per il trasporto di
persone quale può essere un ade-
guato aeroporto di livello interna-
zionale. Tale struttura deve rende-
re sempre più comodo e semplice
raggiungere i nostri luoghi ed in
grado di reggere il confronto per
efficienza e volumi di traffico con
le stazioni aeroportuali europee.
Tutto questo risulta ancor più
ne ces s ario nell’ot tic a d ella
promozione turistica, culturale ed
economica del territorio.
Destano quindi giustificati al-
larmi e preoccupazione le no-
tizie riguardanti il taglio di voli
di Ryanair sull’aeroporto di Ca-
selle ed il probabile taglio di un
volo per Amsterdam di Alitalia
che prefigurano un trend nega-
tivo, peraltro già in atto, di per-
dita di voli per il nostro scalo.
La causa contingente della si-
tuazione che coinvolge la com-
pagnia low-cost Ryanair sembra
essere il credito, ancora insoluto,
dovuto per un accordo di co-
marketing che la stessa vanta nei
confronti della Regione. Questa
impasse ci si augura che venga
superata, ma l’aspetto cruciale
del problema è costituito dalla
difficoltà di reperimento di risor-
se costanti per rendere stabili gli
accordi con le compagnie aeree.
Nel breve periodo, considerata la
crisi ancora in atto, non sarà pos-
sibile realizzare un simile intento,
ma comunque, è auspicabile che
Sagat, Regione e ogni altro ente
interessato si attivino con incisi-
vità, con proposte ed interventi
che impieghino al meglio, con il
massimo di efficienza, le poche
ris or s e disponibili,
avendo come obiettivi
l’arresto dell’attuale
fase di declino.
Tutti la invocano, ma in pochi la
perseguono veramente: è la tanto
invocata trasparenza.
La trasparenza,
un’abitudine per Sel
Monica Cerutti
Sinistra Ecologia Libertà