Pagina 76 - Notizie

74
2012
NUMERO 4
A V V E N I M E N T I
Un “monumento di carta”
per ricordare il conte Cavour
C’è voluto mezzo secolo di ri-
cerche per completare quello
che è, a tutti gli effetti, un “mo-
numento di carta” al più gran-
de politico piemontese e ita-
liano dell’Ottocento, Camillo
Benso di Cavour. L’opera, ini-
ziata nel 1962 grazie al lavoro
dello storico
Carlo Pischedda
,
è stata terminata nel giugno
scorso, con la pubblicazione
dell’ultimo dei ventuno volu-
mi (in 34 tomi di complessive
16.652
pagine), in cui sono rac-
colte 8.600 lettere scritte da Ca-
vour, corredate da poco meno
di 7.000 risposte.
Lettere che coprono l’intera
vita dello statista, dal giugno
1815
al giugno 1861, compre-
sa la prima del “contino Ca-
millo” appena che si conserva
nell’archivio del Castello di
Santena. Proprio a Santena
l’opera, è stata presentata con
un evento organizzato dalla
Fondazione Cavour, alla presenza del ministro dell’Istruzione
Francesco Profumo
e del decano della Commissione per la
pubblicazione dei carteggi cavouriani
Carlo Ghisalberti
,
emi-
nente storico del diritto.
Per il Consiglio regionale è intervenuto il vicepresidente
Roberto
Placido
,
ricordando i legami tra Fondazione Cavour e Assemblea
legislativa, che hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per pro-
muovere gli studi cavouriani. Un legame che, ha sottolineato Pla-
cido, è “del tutto naturale, dal momento che la sede del Consiglio,
Palazzo Lascaris, è stata una dimora della famiglia Cavour”.
È toccato a
Rosanna Roccia
,
che dal 2005 ha “ereditato” il ruolo di
principale curatrice, illustrare il senso dell’opera, tratteggiando la
storia degli studi sulle epistole di Cavour.
Fu Giolitti nel 1913 e nel 1920 a promuovere la ricerca delle missi-
ve e la loro pubblicazione, progetto ambizioso che, bloccatosi du-
rante il Ventennio, trovò nuovo impulso nel presidente Einaudi,
in occasione del centenario dell’Unità, nel 1961. Da allora, prima
con la casa editrice Zanichelli poi con Olschki di Firenze si è pro-
ceduto senza sosta, coinvolgendo anche studiosi stranieri in Ame-
rica, Russia, persino in Giappone. Ma qual è il valore storico di
questi scritti? Sono lettere da cui emergono, come già sottolineava
Costantino Nigra nel 1894 “le qualità dell’autore, la sua attività
prodigiosa, la sua perspicacia, la sua verve, la finezza del suo spi-
rito, la chiarezza del suo pensiero, la sua fede salda e incrollabile
nella libertà”.
Definendo il Risorgimento come il momento più alto della storia
italiana,
Ghisalberti
ha sottolineato come Cavour abbia saputo in-
terpretare il patriottismo diffuso in Italia, dopo che la Rivoluzione
francese e le armate napoleoniche avevano portato le idee di liber-
tà ed eguaglianza, diffuse in ampi strati sociali, più di quanto si
tenda a credere. Inoltre,
Ghisalberti
ha evidenziato che dalle let-
tere emerge la grande apertura di Cavour ai temi internazionali,
come se avesse una prematura consapevolezza che l’Europa, non
sarebbe stata più l’unica protagonista della storia.
Cavour, dunque, grande anticipatore, ha concluso il ministro
Pro-
fumo
,
proponendo un progetto da attuare in ambito scolastico,
dopo che le celebrazioni del 150esimo hanno fatto riscoprire negli
italiani quel senso di patria che sembrava perduto.
n
(
dt)
DOPO 50 ANNI CONCLUSA LA RACCOLTA DELLE LETTERE DELLO
S TAT I S TA , I N UN ’ OP ERA D I 34 TOMI D I OLTRE 16MI LA PAG I NE