Pagina 54 - Notizie

52
2012
NUMERO 4
SPORT IN PIEMONTE
I
Una storia che fa squadra
rima le strade polverose, ai tempi di Costan-
te Girardengo, l’Omino di Novi, quindi la
voglia di rinascita dopo gli orrori dell’ulti-
ma guerra riposta in Fausto Coppi, l’Uomo
solo al comando, di Castellania. Il Piemonte è stato ter-
ra fertile per il ciclismo, ma se, al di là dei due Campio-
nissimi per antonomasia, ci sono stati tanti altri grandi
corridori, come Brunero, Astrua, Balmamion, Conterno,
Defilippis e Zilioli, lo si deve a quel grande patrimonio co-
stituito dalle storiche società, che ancora fortunatamente,
a costo di tanti sacrifici, resistono sulla scena. L’Unione
ciclo alpina Torino (Ucat), datata 27 maggio 1907, fu
voluta da un felice connubio tra appassionati sportivi ap-
partenenti alla sezione del Routier autonomo italiano e
la prima sede fu l’albergo Cairo della vecchia via Roma.
Nell’albo d’oro spiccano anche due partecipazioni ai Gio-
chi Olimpici in due epoche completamente diverse: con
Michele Orecchia ad Amsterdam nel 1928, nella prova in
linea, e con Stefano Baudino a Los Angeles 1984, in pi-
sta nel chilometro da fermo. E pure la vittoria al Tour de
France nel 1927 della classifica generale Tourist Routier
(
Indipendenti) di Secondo Martinetto. Una delle “culle”
delle due ruote è sempre stata Ciriè, dove nel 1906 vide
la luce l’Unione sportiva ciriacese. Sotto la presidenza
del grande Giuseppe Montanarini, vestirono la maglia di
questa società Giuseppe Enrici, vincitore del Giro d’Ita-
lia del 1924, e Giovanni Brunero, il quale nel corso del-
la sua carriera professionistica nella Legnano conquistò
ben 3 Giri d’Italia (1921, ‘22 e ‘26), l’edizione del 1922
della Milano-Sanremo e due Giri di Lombardia (1923 e
‘24).
Nel 1963 il club, adottando il nome proprio del più
grande corridore ciriacese, divenne G.s. Giovanni Brune-
ro. Furono gli anni ‘50 a portare alla ribalta quei quattro
Moschettieri” del Velo club novarese che, in blocco, pas-
sarono al professionismo: Fallarini, detto “Pippo”, Godio,
Viani e Zorzoli. Il decennio successivo fu il periodo di Na-
tale Depra, detto “Tom”, e di Tommaso Giroli, che arrivò
a conquistare la maglia azzurra nei Mondiali dilettanti in
Germania. Nello stesso periodo apparve in scena Mario
Giaccone, destinato a diventare maglia gialla al Tour de
l’Avenir, azzurro ai Campionati mondiali di Haarlem, in
Olanda, e ai Giochi del Mediterraneo a Tunisi e a conqui-
stare il terzo posto nella Preolimpica di Città del Messico.
All’Unione ciclo alpina Biella (Ucab) è sempre stata lega-
ta l’organizzazione della classica Torino-Biella, che nac-
que nel lontano 1940 come “Trofeo Duca degli Abruzzi”.
È il fiore all’occhiello del ciclismo piemontese, e da sem-
pre è organizzata in modo continuativo, una rarità, con
le sole pause del 1944 e ‘45 per motivi bellici. Da sempre
Tortona è la patria di Coppi, ma qui il ciclismo ha ra-
dici profonde e datate, grazie soprattutto al Veloce club
tortonese, sorto nel 1887. Alla ribalta nazionale ed inter-
nazionale apparvero figure leggendarie, come quella di
Giovanni Cuniolo, soprannominato “manina” a causa di
alcune scorrettezze in volata, rivalse storico del Diavolo
Rosso Giovanni Gerbi di Asti. Nel 1952 il Velo club tor-
tonese venne intitolato a Serse Coppi, fratello di Fausto,
scomparso l’anno prima per una caduta alla conclusione
del Giro del Piemonte a Torino, in corso Casale prima
del Motovelodromo. Lo Sport club Madonna di Cam-
pagna, infine, venne alla luce nel settembre del 1923 e
nel’49 la squadra dei dilettanti fu capeggiata da Agostino
Coletto, nato ad Avigliana, professionista di primo piano
in tutto il decennio successivo. Certamente non si può
dimenticare che nel 1989 nelle fila del “Madonna” militò
anche Leonardo Piepoli.
n
Piemonteeciclismo,unlungoamore
P