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L’amianto rappresenta un pericolo per la salute a
causa delle fibre di cui è costituito e che possono es-
sere inalate. Sono sottili e leggere; il loro diametro
infatti è molto inferiore a quello delle altre fibre, ad
esempio almeno 250 volte più piccolo di un capello.
Se inalate, ieri a causa delle lavorazioni, oggi per via
di manufatti che si sbriciolano per l’usura del tem-
po, si depositano in profondità nell’apparato respi-
ratorio e possono provocare l’insorgenza di malattie
tumorali che colpiscono principalmente l’apparato
respiratorio: polmoni e pleura.
La sentenza del Tribunale di Torino
A Torino, per la sentenza definitiva sull’ex stabilimen-
to Eternit di Casale Monferrato, sono arrivati decine
di pullman da tutta Europa, troupe televisive da mez-
zo mondo, associazioni, parenti e amici delle vittime
e tanta altra gente. I pubblici ministeri
Sara Panelli
,
Gianfranco Colace
e
Raffaele Guariniello
-
lo stesso
del processo ThyssenKrupp, che riuscì a fare condan-
nare gli indagati per “omicidio con dolo eventuale” a
16
anni e sei mesi - hanno contribuito affinché il capo
d’imputazione per i vertici dell’ Eternit
Ernest Sch-
midheiny
, 64
enne svizzero, e
Jean-Louis de Cartier
de Marchienne
,
novantenne belga, fosse “disastro am-
bientale doloso permanente”.
La procura aveva chiesto 20 anni, ma la corte ha dovuto
limitare la condanna a 16 anni di carcere a testa. Sono
poi state inflitte pene di centinaia di migliaia di euro
di indennizzi, ma i due eredi del colosso Eternit non
erano neppure presentati in aula durante la sentenza.
La vera vittoria è che per la prima volta al mondo
una corte ha emesso un verdetto che riconosce i danni
dell’amianto e le responsabilità per chi avrebbe potuto
evitare tutte quelle vittime. È il termine “doloso” che dà
L’amiantifera di Balangero in un’immagine degli anni ‘70
nella pagina a lato:
la fabbrica Eternit di Casale Monferrato nel corso della demolizione