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Al termine di questo processo sarà possibile calcolare gli
effettivi risparmi che comporterà l’intera riforma. Nes-
suna modifica, per ora, nelle Regioni a statuto speciale.
Del riordino delle Province delle Regioni a statuto spe-
ciale ci occuperemo in seguito, visto che la legge sulla
spending review concedeva a queste realtà sei mesi di
tempo in più”, ha affermato il ministro per la Funzione
pubblica,
Filippo Patroni Griffi
,
nel corso di una con-
ferenza stampa con il ministro dell’Interno,
Annamaria
Cancellieri
,
a palazzo Chigi. “La Sardegna - ha spiegato
il titolare di palazzo Vidoni - ha già provveduto mentre la
Sicilia ora è impegnata su altro”.
La riforma in Piemonte
La riforma interessa anche alcune Province del
Piemonte che passano da otto a cinque con l’ac-
corpamento di Asti - Alessandria, Biella - Vercelli
e Novara - Vco. L’aggregazione Asti - Alessandria è
stata oggetto di una decisione che ha modificato la
proposta di deliberazione approvata nella seduta di
Singolare il caso di Arezzo,
che ha lottato duramente per
mantenere intatta la propria
autonomia. La questione stava
tutta nell’emendamento che il
governo dovrebbe inserire per
chiarire che il parametro della
popolazione (350mila abitanti
al minimo) si calcola non solo
sul censimento 2011 ma anche
sugli ultimi dati Istat disponi-
bili. In questo caso quelli del
dicembre 2011, che sulla base
delle anagrafi comunali ratifica-
no 351mila residenti. Sufficienti
a salvare la provincia, mentre
non sarebbero bastati i 345mila
abitanti certificati dal censimen-
to dell’ottobre 2011. La riforma
si ispira ai modelli europei. In
tutti i principali paesi Ue, infat-
ti, ci sono tre livelli di governo.
Il provvedimento consente inol-
tre una razionalizzazione delle
competenze, in particolare nelle
materie storicamente provincia-
li come la gestione delle strade
o delle scuole. Dal 1° gennaio
2014
diventeranno operative le
Città metropolitane, che sostitu-
iscono le Province nei maggiori
poli urbani del paese realizzando, finalmente, il disegno
riformatore voluto fin dal 1990, successivamente fatto
proprio dalla Costituzione e, tuttavia, finora incompiuto.
Per assicurare l’avanzamento della riforma, il governo
ha delineato una procedura con tempi cadenzati ed
adempimenti preparatori, garantiti dall’eventuale inter-
vento sostitutivo di commissari. Resta fermo il divieto di
cumulo di emolumenti per le cariche presso gli organi
comunali e provinciali. Infine gli organi politici devono
avere sede esclusivamente nelle città capoluogo. Il riordi-
no delle province è il primo tassello di una riforma più
ampia che prevede la riorganizzazione degli uffici terri-
toriali di governo (prefetture, questure, motorizzazione
civile e altri) in base al nuovo assetto. Dunque anche gli
altri uffici su base provinciale saranno di fatto dimezzati.
La carta delle nuove Province piemontesi
Asti
Alessandria
Cuneo
Torino
Verbania
Vercelli
Biella
Novara-Vco
-165
Comuni
- 524.602
abitanti
- 3.593
kmq
Alessandria-Asti
- 308
Comuni
- 646.287
abitanti
- 5.072
kmq
Cuneo
- 250
Comuni
- 586.599
abitanti
- 6.904
kmq
Torino
- 315
Comuni
- 2.245.252
abitanti
- 6.832
kmq
Biella-Vercelli
- 168
Comuni
- 359.270
abitanti
- 3.006
kmq
Novara
Nella pagina a lato le sedi delle Province di Torino e Cuneo