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E N T I L O C A L I
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2012
NUMERO 4
diventata legge la riforma degli enti
locali, che individua e adatta alla par-
ticolarità del territorio piemontese le
modalità attraverso cui i piccoli Comuni
dovranno gestire in forma associata alcune funzioni
fondamentali, come previsto da una norma naziona-
le, che le ha così individuate: organizzazione genera-
le dell’amministrazione, gestione finanziaria conta-
bile e controllo; organizzazione dei servizi pubblici;
catasto; pianificazione urbanistica e edilizia d’am-
bito comunale; pianificazione di protezione civile e
coordinamento dei primi soccorsi; organizzazione
e gestione dei servizi di raccolta e smaltimento rifiu-
ti e relativi tributi; progettazione dei servizi sociali
ed erogazione delle relative prestazioni ai cittadini;
edilizia scolastica e organizzazione e gestione del
servizi scolastici; polizia municipale e polizia ammi-
nistrativa locale; tenuta dei registri di stato civile.
Il provvedimento interessa tutti i Comuni piemontesi
inferiori ai 5mila abitanti e quelli di montagna con
meno di 3mila abitanti. Per la gestione associata delle
funzioni, la legge prevede dei limiti minimi demogra-
fici: 3mila abitanti per la montagna, 5mila per la pia-
nura e la collina, mentre è di 40mila il limite minimo
di popolazione per la gestione dei servizi sociali che,
per garantire l’efficienza nell’erogazione delle presta-
zioni, necessitano di ambiti di azione più vasti, con
previsioni di eventuali deroghe. La palla passa ora ai
Comuni, che avranno tempo fino a fine dicembre per
costituirsi in unioni o per stipulare delle convenzioni
per la gestione dei vari servizi, stabilendo quali risorse
finanziarie, umane e strumentali mettere a disposizio-
ne e come regolare i rapporti tra loro. La documenta-
zione, comprensiva anche di una previsione dei risul-
è
L’Unione fa la forza
di
Mara Anastasia
L A R I F O R M A D E G L I E N T I L O C A L I D E F I N I S C E
L E R E GO L E P E R L A G E S T I O N E A S S O C I ATA D E I
P R I N C I P A L I S E R V I Z I , L A S C I A N D O P E R Ò A G L I
AMMINISTRATORI LA SCELTA DEGLI AMBITI OTTIMALI