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È partendo di qui che
Aldo Caz-
zullo
,
un piemontese che lavora
a Milano, ha raccontato lo spirito
di quindici città italiane, nel suo
più recente libro
L’Italia s’è ride-
sta
,
richiamando storie di suc-
cesso in un paese in cui “il figlio
di un pasticciere controlla una
delle più grandi aziende dolcia-
rie del mondo, la Ferrero”, per
smentire il luogo comune di una
scarsa mobilità sociale.
Di Torino,
Cazzullo
dice è “cam-
biato tutto. Carattere. Stile di vita.
Abitudini. Colori”. E, per dimo-
strarlo, cita il successo letterario
di autori come
Massimo Gramel-
lini
,
nell’interpretare il “torinese
nuovo (che) non ha pudore di
esprimere le proprie emozioni. Si
è liberato della ritrosia dei senti-
menti... ha il coraggio di aprirsi,
di parlare di sé agli altri”. Oppu-
re la “torinese allegra”, l’attrice
Luciana Litizzetto
,
diventata “un
personaggio di culto”.
In Italia l’attività economica, scesa nel primo e nel
secondo trimestre al medesimo ritmo (-0,8 % sul
periodo precedente), ha continuato a ridursi an-
che nell’estate del 2012, sebbene con un’intensità
minore. La debolezza della domanda per consumi
e investimenti ha riflesso condizioni finanziarie
ancora tese, gli effetti delle manovre di bilancio
sul reddito disponibile, la bassa fiducia di famiglie
e imprese. I sondaggi presso le aziende condotti
nel mese di settembre non prefigurano ancora un
immediato ritorno alla crescita. Le previsioni del
Governo e dei principali analisti per il 2013 sono
concordi nell’indicare un’uscita dalla recessione
nel corso del prossimo anno, anche se la dinamica
del prodotto in media sarà ancora negativa. A un
più rapido ritorno alla crescita può contribuire un miglioramento delle condizioni del
credito e del clima di fiducia. Anche in Piemonte le aspettative degli operatori, raccolte
dalla sede di Torino della Banca d’Italia all’inizio dell’autunno, indicano il perdurare di
un quadro congiunturale complessivamente negativo almeno sino all’inizio della prima-
vera prossima, a causa della perdurante debolezza della domanda interna solo parzial-
mente compensata da un lieve miglioramento atteso per quella estera. Per il complesso
del 2013 non emergono indicazioni di ripresa dell’attività di investimento delle imprese
industriali. La prolungata debolezza degli investimenti si sta riflettendo sul potenziale
produttivo delle imprese: come nella media italiana, poco più di un quarto delle aziende
ha indicato che tale potenziale si è ridotto rispetto al picco ciclico più recente della pro-
pria attività; tale riduzione è più diffusa fra le imprese che avevano raggiunto il massimo
livello di produzione prima della crisi del 2008-’09.
Consumi e investimenti ancora deboli
Luigi Capra
Direttore Banca d’Italia, Torino
Veduta notturna del Lingotto di Torino